TRAIL E VALGRANDE

Quando ci alleniamo o gareggiamo su un percorso di Trail, spesso trascuriamo gli elementi notevoli del paesaggio e gli itinerari culturali che lo caratterizzano.
Il territorio, molto volte, è caratterizzato da presenze nettamente percepibili ed identificabili dal punto di vista del profilo paesaggistico e l’area del Verbano Cusio Ossola ha la maggior parte del proprio territorio considerata oasi naturale e, quindi, vincolata da leggi di protezione.

In questo articolato territorio è presente un primo importantissimo elemento naturalistico che ha come prerogativa una “unicità Nazionale”: il Parco Naturale della Valgrande.

 

Questo Parco, unico nel suo genere, consiste in un’area naturale protetta, interamente compresa nei confini della provincia del Verbano Cusio Ossola, istituita nel 1992 (e poi ampliata nel 1998) per preservare la zona selvaggia più estesa delle Alpi e d’Italia e priva di insediamenti umani.
All’interno del Parco si trovano la Riserva Naturale Val Grande (riserva naturale integrale e biogenetica) e la Riserva Naturale Monte Mottac (riserva naturale orientata e biogenetica), entrambe istituite nel 1971. Il parco è gestito dall’Ente Parco Nazionale della Val Grande, con sede a Vogogna.

Il parco si estende per una superficie di circa 15.689 ettari, su un terreno prevalentemente montuoso. Comprende l’intera Val Grande, la laterale Val Pogallo e parzialmente le valli Vigezzo, Cannobina, Ossola ed Intrasca. La Riserva naturale Val Grande, la zona più interna di riserva naturale integrale, comprende la Cima Pedum, anche se le cime più ambite dagli escursionisti e dagli amanti della natura sono i monti circostanti. I paesaggi variano costantemente con la quota, l’esposizione dei versanti al sole, la presenza dell’acqua, tuttavia una nota comune contraddistingue una montagna costantemente aspra ed inospitale.

Ed è proprio questa caratteristica “wilderness” che contaddistingue questo Parco che si è trasformato negli ultimi cinquantanni da area abitata e fortemente sfruttata in area selvaggia a pochi kilometri dalle città. Una sorta di museo a cielo aperto con reperti di cività abbandonati e la natura che come nell’interna amazzonia ha preso possesso di tutto. Un’area dove, se non preparati sia fisicamente che tecnicamente, è facile perdersi e rischiare la vita.

Nella sola zona presa in esame sono presenti come elementi ecologicamente rilevanti prima di tutto il Fiume Toce, classificato dai piani regionali nazionali come Zona di Protezione Speciale e di Interesse Comunitario insieme al Greto del Fiume Toce in zona Domodossola, alla riserva naturale del Montorfano e alla riserva naturale Speciale di Fondotoce.

Più a monte abbiamo la Cascata del Toce, il Monte Rosa, le riserve naturali della Valle Anzasca, val Formazza, valle Antigorio, valle Antrona, Val Divedro, Val Vigezzo e Alpe Devero e infine la Val Bognanco.

Tra i parchi Naturali sono presenti quella della Val Vigezzo, della Valsesia, il parco Naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero, e la riserva naturale speciale di Domodossola.

Il paesaggio si presenta suddiviso in tessuto urbano e tessuto forestale, genericamente classificato come “Bosco”.

Presenta contenuti culturali e simbolici con grande valenza ecosistemica (biodiversità), scientifica (possibilità di cogliere appieno le dinamiche evolutive naturali) e didattica (attività divulgative). L’elevata naturalità costituisce ovvia tutela dell’ambiente che caratterizza il territorio.

L’identità e la riconoscibilità degli elementi del paesaggio possono essere assunti quali indicatori descrittivi della qualità ambientale più generale dei luoghi.

L’analisi del paesaggio è utile per giungere all’individuazione degli elementi paesaggistici, delle rilevanze, delle criticità: il mosaico paesaggistico dell’area è composto da una serie di macro ambiti a loro volta articolati in ambiti più circoscritti, ove predominano caratteri specifici inerenti la struttura storica, la percezione visiva e il valore storico-culturale.

Si precisa dunque come il territorio in questione sia caratterizzato nel suo complesso da un alto valore storico/culturale e naturale/paesaggistico.

Itinerari culturali

Il mantenimento e la valorizzazione del paesaggio passano necessariamente attraverso dinamiche di valorizzazione economica delle risorse locali. Con l’obiettivo di rafforzare questa forte identità del territorio e di creare elementi di richiamo turistico, incentivando lo sviluppo delle attività didattiche sono stati creati vari itinerari tematici. Essi toccano temi legati alla storia del territorio in modi diversi: attraverso la messa a sistema delle presenze culturali caratteristiche dell’area, oppure la cura e creazione di sentieri nei boschi, come nel caso della Linea Cadorna, o di punti di interesse, come le riserve naturali.

Arch. Maurizio Forella
con il contributo di Arch. Cinzia Catena