TRA LEPONTI E WALSER


 

Correndo sui sentieri delle montagne del VCO, in molti sorge spontanea la domanda su chi, secoli o millenni fa, li ha realizzati ed utilizzati!
 Vediamo, quindi, di identificare quali sono state le popolazioni che hanno lasciato il maggior segno sui monti del nostro territorio.
In alcuni punti della val d’Ossola sono stati ritrovati resti archeologici che indicano l’antica presenza nel territorio, della popolazione Celta, qui stanziatasi in tempi antecedenti.
In particolare la popolazione stanziatasi nell’attuale VCO fu quella dei Leponzi (anche Leponti o Lepontini), un antico popolazione stanziato nelle Alpi centro-occidentali.
Il loro territorio era compreso tra il Canton Ticino, la Lombardia occidentale, la Val d’Ossola e l’alto Vallese. La loro esistenza è attestata dal I Millennio a.C.
Antichi resti della loro esistenza nella zona sono stati ritrovati in particolare a monte nella zona di Masera e nelle campagne di Migiandone, vicino a Ornavasso.
La loro città principale si chiamava Oscela che i romani ribattezzeranno Oscela Lepontorum e che oggi è la città di Domodossola. Altra località importante fu Bilitio, l’attuale Bellinzona. 

Successivamente a Leponti e Romani, l’altra popolazione che ha caratterizzato il territorio del VCO è quella dei Walser (contrazione del tedesco Walliser, cioè vallesano, abitante del Canton Vallese), di origine germanica, che abita le regioni alpine attorno al massiccio del Monte Rosa. Definivano loro stessi “Titsch”.

I Walser appartengono al ceppo degli Alemanni e sono giunti attorno all’VIII Secolo nell’alto Vallese.

Successivamente, intorno al XII Secolo, coloni Walser provenienti da lì si stabilirono in diverse località dell’arco alpino in Italia, Svizzera, Liechtenstein e Austria.

In Italia comunità Walser sono presenti in Piemonte (in Valsesia e nell’Ossola) e in Val d’Aosta (nella valle del Lys e anticamente nell’alta Val d’Ayas).

L’emigrazione del XIII Secolo, sulle cui motivazioni gli studiosi non hanno ancora raggiunto una spiegazione unanime e condivisa, avvenne probabilmente per una serie di cause concomitanti, tra cui la sovrappopolazione delle terre dell’Alto Vallese, che spinse i coloni Walser alla ricerca di nuovi pascoli per il loro bestiame e di terre incolte da sfruttare, le condizioni climatiche particolarmente favorevoli (periodo medioevale caldo), che resero possibile la sopravvivenza anche a quote elevate: i ghiacciai si erano ritirati e molti valichi alpini erano percorribili per gran parte dell’anno, gli incentivi offerti ai coloni Walser da parte dei signori territoriali delle terre da colonizzare, che favorirono la creazione di nuovi insediamenti con la promessa di libertà personali e di un favorevole trattamento fiscale.

Il più antico documento scritto oggi conosciuto relativo all’insediamento di un villaggio Walser risale al 10 maggio 1253, e riguarda la colonia di Bosco Gurin, nel Canton Ticino.

Nei secoli successivi il clima cambiò radicalmente: alla fase di optimum climatico medioevale fece seguito la cosiddetta “Piccola Era Glaciale”.

I ghiacci tornarono ad avere la meglio e a coprire per molti mesi l’anno i valichi alpini. Diminuirono gli scambi tra le valli, si ridussero i pascoli d’alta quota a disposizione, calarono sensibilmente le rese agricole. Le singole comunità restarono isolate e le popolazioni Walser costrette in molti casi ad abbandonare le tradizionali attività legate all’agricoltura e all’allevamento del bestiame spingendo molti uomini ad emigrare in cerca di lavoro.

Nel corso dell’Ottocento, in mancanza di legami stabili tra le diverse colonie Walser, gli studiosi pensarono che i Walser fossero i discendenti dei soldati di una legione romana composta da tedeschi costretta da eventi bellici sfavorevoli a insediarsi nelle Alpi. Solo un’attenta analisi dei dialetti alto-tedeschi da loro utilizzati permise di collegare le comunità Walser italiane con le popolazioni che vivevano nell’alto Vallese.
Per tutelare questo patrimonio culturale di antico retaggio, nel territorio del VCO è presente un Museo dedicato: la Casa Museo Walser-Alts Walserhubus Ban Zer Burfuggu in località Borca di Macugnaga.

Ora che vi abbiamo fornito qualche breve notizia storica sul passato del territorio del VCO, siamo certi che quando vi allenerete sui nostri sentieri o correte passando vicino ad una tipica casa Walser, ricorderete quanti sacrifici sono stati fatti dai nostri antenati per vivere in queste magnifiche valli e montagne!

Arch. Maurizio Forella
Arch. Cinzia Catena

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